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Metà di tutto
Alberto misura i passi, le cose, i minuti. Misura le forze che stanno tornando. Osserva gli allievi e i colleghi insegnanti, li classifica divertito per categorie. Guarda il mondo con occhi diversi, ora. E quando un’amica infermiera gli affida Danielle, una paziente in crisi, perché la ascolti e la aiuti, si tuffa anima e corpo in un’avventura imprevista. Perché Danielle è sola, malata, bellissima. Ma, soprattutto, Danielle ha un segreto. Per aiutarla davvero, Alberto dovrà imbarcare nella sua impresa una squadra di compagni, incrociati o ritrovati per caso, ma tutti disposti a farsi carico della vita degli altri. Tra Torino e Bruges, tra le aule del liceo e le stanze della chemio, tra i Murazzi e le Molinette, tra bar di periferia e trattorie in riva al lago, tra autoradio a palla e notti silenziose, si dipana la storia, ricca d’emozioni, di un gruppo di nuovi amici che sanno per cosa vale la pena lottare.
Metà di tutto
La festa dei limoni
Roberto ha dieci anni ed è il figlio di Gabriele Longo, professore di Matematica e Fisica che viene travolto dalla malattia. Insieme decidono di combatterla rivolgendosi alla loro passione per la matematica, alla gioia di vivere e all’amore. Si ride e si riflette molto, raggiungendo l’obiettivo di ritrovare l’allegria anche nella cattiva sorte e cercare di fare qualcosa di utile all’unico scopo di guarire.
La festa dei limoni
McJob
"McJob. Con questo termine coniato in riferimento ai lavoratori della McDonald’s, la multinazionale del panino più famosa al Mondo, si indica nel linguaggio comune il lavoro sottopagato, sfruttato, mortificato e iper-flessibile. In sostanza i McJobs sarebbero il simbolo dei lavoratori “sfruttati” del XXI secolo globalizzato e le vittime estreme di una cultura del lavoro neo-predatoria espressa dalla McDonald’s. Ma è davvero così? Questo libro sostiene la tesi contraria a quella denigratoria, spingendosi fino a definire il lavoro da McDonald’s (Italia) un esempio virtuoso. Tesi sostenuta a seguito di un’indagine empirica sulla realtà dei McJobs made in Italy, e senza nessuna concessione a suggestioni ideologizzanti. McJob, quindi, come simbolo positivo di una cultura ispirata alla stabilità del lavoro, alla meritocrazia, a una sana flessibilità, alle pari opportunità e a concrete possibilità di carriera per tutti."
McJob
Atlante delle mafie (vol 2)
I saggi del secondo volume dell’Atlante delle mafie coprono un ampio spettro di problemi: le descrizioni delle rappresentanze territoriali delle mafie nel Centro e nel Nord, uno studio sulla Basilicata, il racconto delle mafie fatte da alcuni giornali, Tv e magistrati, ed altri temi che comprendono i movimenti antimafia, il cosiddetto «partito della mafia», il riciclaggio, le donne. Sono spaccati che consentono di penetrare ambiti nuovi o già conosciuti, ma riletti con un’ottica nuova, per comprendere le «ragioni di un successo», preoccupazione analitica che continua a caratterizzare la scelta dei testi ospitati in questa seconda pubblicazione. Il saggio introduttivo dei curatori, in particolare, si sofferma sul fatto che il successo delle mafie anche nelle regioni del Centro-Nord obbliga a rivedere i canoni interpretativi con cui l’opinione pubblica nazionale ha seguito l’evoluzione dei fenomeni mafiosi, partendo dal convincimento che non sarebbe seria oggi una storia delle mafie senza includere ciò che è avvenuto negli ultimi trent’anni in quei territori dove il fenomeno delle infiltrazioni mafiose «è giudiziariamente quasi inesistente», almeno secondo le risultanze giudiziarie di quelle regioni. L’uso della violenza nelle relazioni sociali ed economiche, o l’affidarsi ad essa per conseguire vantaggi e competere sul mercato, non è un problema solo della società, dell’economia e della politica meridionali, ma si è trasformato in un problema dell’intera nazione. C’è consapevolezza di ciò nelle classi dirigenti italiane? C’è consapevolezza, insomma, che una parte sempre più crescente del Paese accetta che settori della nostra economia siano regolati anche dalla violenza mafiosa? Le interpretazioni criminal-razziste che hanno prevalso finora nelle regioni del Centro-Nord, in base alle quali in società «virtuose», laboriose, ricche e civili mai si sarebbero radicati fenomeni mafiosi tipici di territori arretrati e di mentalità «contigue», sono state clamorosamente smentite e rappresentano nei fatti una delle cause principali del ritardo con cui si sta facendo fronte a questa sconvolgente novità. Le differenze tra Nord e Sud, da sempre al centro del dibattito e dello scontro politico e culturale italiano, non si sono dimostrate così forti e irreversibili da impedire un tale radicamento delle mafie anche in territori ed economie che sembravano non «predisposte» ad un tale esito. Proprio questa novità dovrebbe sgombrare il campo in particolare da quel teorema in base al quale le mafie non avrebbero potuto sopravvivere senza il loro territorio d’origine, cioè fuori dai luoghi dove sono nate. Sulla buona accoglienza delle mafie anche in società considerate amafiose, l’Italia sembra più unita di quanto le «distanze storiche» economiche e civili lasciavano presupporre. Questo secondo volume ci mette davanti a questo dato in tutta la sua impressionante evidenza.
Atlante delle mafie (vol 2)
Spaghetti Paradiso
Un praticante avvocato, Alessandro Flachi, inesperto e anche un po’ maldestro, si ritrova coinvolto nella difesa di due donne molto differenti tra loro per età ed estrazione sociale, accomunate dal fatto di essere entrambe vittime di violenza. Si dipana da qui, condito da intriganti commistioni culinarie, un fitto intreccio di storie e di persone che, tra suspense e istanti di serenità, si addentra nel fenomeno dello stalking e della manipolazione attraverso un susseguirsi di eventi destinati a rivelare realtà insospettabili. In una fascinosa Puglia raccontata in modo quanto mai originale, Nicky Persico conduce per mano il lettore in un mondo di individui pericolosi − nemici invisibili eppure sotto gli occhi di tutti, invidiosi della vita e della vitalità delle vittime che perseguitano − proponendo la ricetta che il suo protagonista ha ideato per trasformare ingredienti banali in filosofia di vita: gli spaghetti con il Paradiso.
Spaghetti Paradiso
Musica Maestro
Ad una signora non si chiede mai l’età e, se per caso si conosce, naturalmente deve restare un rigoroso segreto. Però, nel caso di Paola Nicosia Acquafredda, la tentazione di divulgarla è forte perché dimostrerebbe quanta energia può avere una signora - questo si può dire - non più giovanissima. Fatto sta che ha sfornato il terzo libro, dedicato stavolta alla Musica. Scritto in versi che è una fatica in più. Lo stile è sempre quello che la contraddistingue: leggero, nel senso che scivola via, ma denso di nozioni e anche di riflessioni. “Musica maestro!” rifà la storia di un’arte antichissima e che è legata da sempre alla nostra vita: nel bene e nel male. Un vecchio poeta romano non sosteneva del resto che “si canta o per amore o per rabbia”? L’Autrice elenca minuziosamente, infatti, tutte le occasioni in cui la musica ci accompagna, nei momenti di grande gioia oppure di grande dolore. Il canto è comunque una liberazione. Sette note, non di più, così importanti da aver segnato spesso la storia del mondo. Canti di preghiera o anche di trasgressione, canti che hanno segnato intere epoche. Canti che accompagnano le rivoluzioni oppure mettono paura: i talebani, nell’Afghanistan ferito, per prima cosa hanno vietato non casualmente la musica. E, caduto il regime sanguinario dei fondamentalisti, la libertà è stata espressa proprio cantando. Paola Nicosia Acquafredda, in definitiva, ci offre un’altra lezione. All’inizio sembra un gioco, con quei versi che cominciano come le favole (“tanti, tanti anni or sono…”), ma poi arriva fino ai giorni d’oggi attraverso storie che non conoscevamo. E rende tutti più ricchi.
Musica Maestro

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